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Peacefire

Scritto da on venerdì, 17 dicembre 2010No Comment

Parlare dell’IRA nel cinema irlandese significa parlare della storia, ma anche dell’attualità di un popolo, anzi di tre popoli visto che fisicamente ed emotivamente vi sono coinvolti Inghilterra, Irlanda del Nord e la stessa Irlanda. Per questo vi è una grande quantità di pellicole che hanno bisogno di testimoniare dal di dentro, far parlare chi vive il conflitto nord-irlandese quotidianamente su ciò che siamo abituati a leggere sui giornali o nelle dichiarazioni dei leader politici. L’efficacia di questo Peacefire, primo film del nordirlandese Macdara Vallely, che difficilmente avremmo potuto vedere in Italia se non per merito dell’Irish Film Festa, sta proprio nel racconto di vicende di gente comune, e non dei grandi episodi di terrore che hanno macchiato l’Irlanda del Nord dagli anni ’60 fino ai 90’ (il cosiddetto periodo dei “Troubles” ). Siamo nell’1994, proprio l’anno in cui fu deciso il primo armistizio da parte di Ira e gruppi paramilitari governativi, tre adolescenti trascorrono la giornata tra noia, alcool e furti d’auto. Uno dei tre, beccato per l’ennesimo furto viene invitato,  evitando così la galera, a collaborare con la polizia per informarla sui movimenti dell’IRA. E’ in sostanza questo il motore dei conflitti interiori ed esteriori che animano Peacefire, una coscienza divisa in due per un ragazzo troppo giovane che non può far altro che subire passivamente i conflitti tra stato e gruppi eversivi, eventi più grandi di lui. Peacefire è importante soprattutto perché analizza al microscopio quegli anni di terrore, non prendendo posizione, ma semplicemente dando un punto di vista “innocente” o ingenuamente e volontariamente neutro, dove il terrorista è una figura contraddittoria: è il vicino di casa che all’occorrenza come un moderno padrino si sostituisce allo Stato cercando di regolare la sicurezza cittadina, e in questo non lesinando punizioni esemplari. Se si vuole conoscere con autenticità cosa avvenne in quegli anni nell’Irlanda del Nord, Peacefire è davvero un film da consigliare, ma anche un sentito ritratto di un’adolescenza difficile senza limitazioni geografiche, recitata con grande sincerità, con volti perfettamente aderenti alla realtà com’è tradizione di un certo cinema britannico molto attento alle dinamiche della cosiddetta “working class”, ovvero a chi è in fondo alla scala sociale.
Di Valerio Ceddia

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