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Semaforo verde per il sequel World War Z 2

Scritto da on domenica, 3 febbraio 2019No Comment

SEMAFORO VERDE PER IL SEQUEL, PRIMO FILM DI UNA POSSIBILE TRILOGIA A METÀ TRA SATIRA GEOPOLITICA E DOCUDRAMMA.

eurtorrinolive_brad_pittC’è una storia nella storia, riguardo il primo World War Z, quella della sua gestazione, piena di difficoltà, fino all’ultimo minuto, al punto che venne persino parzialmente girato un primo finale poi archiviato e completamente riscritto. Ma, per quanto travagliata, è una storia a lieto, lietissimo fine, perché il film ha presto convinto, dapprima la stampa, dove le stesse testate che avevano cominciato da mesi a metterne in discussione la qualità hanno fatto celermente marcia indietro dopo la visione in anteprima, e poi il pubblico, che gli ha fruttato qualcosa come 540 milioni di dollari in totale, accoglienza che ha immediatamente acceso la luce verde per questo secondo capitolo.

La rivisitazione dello zombie, da lento a rapido, e dunque più pericoloso I film, com’è noto, affondano le radici narrative in “World War Z: la guerra mondiale degli zombie”, la raccolta di finte interviste firmata Max Brooks, che narra di una pandemia globale e di un ex agente delle Nazioni Uniti – che al cinema prende il nome Jerry Lane e le sembianze di Brad Pitt- alla disperata ricerca di un vaccino. La trasposizione per il grande schermo dell’opera di Brooks era tutt’altro che scontata, trattandosi di un’operazione complessa nel tono – a metà tra satira geopolitica e docudramma – e nella struttura, impostata su quaranta narratori di più di una dozzina di luoghi al mondo. Pitt, però, in veste di produttore, sembra avere una particolare passione per i libri “infilmabili” e anche un particolare intuito in questo senso (basta pensare a Moneyball) e ha fatto centro un’altra volta. Tra le novità proposte da World War Z c’è anche e soprattutto una vera e propria rivisitazione della figura ormai archetipica dello zombie romeriano, al quale il film di Forster nega la leggendaria lentezza di movimenti e di riflessi dei non-morti, trasformandoli in esseri che corrono anzi rapidamente e che tendono a riunirsi tra loro e a muoversi in sciami. Una caratteristica che li rende più pericolosi, più fotogenici per le virtuose inquadrature dall’alto e, non ultimo, più vicini ad altre creature di sicuro successo cinematografico quali i vampiri.
La trama del film continua sulla rivista eurtorrinolive

 

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