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La Storia della Sartoria Italiana: Mario Napolitano e il made in Italy

Scritto da on lunedì, 22 dicembre 2014No Comment

mario-napolitanoL’italia, dal dopoguerra agli anni ’90 deve il suo boom economico ad alcuni fattori: uno dei quali è stato sicuramente l’artigianato, in particolare l’artigianato artistico e la moda. Con il maestro sartore Mario Napolitano intendiamo percorrere lo sviluppo di una delle colonne del made in Italy: la moda. Prima delle grandi e affermate “maison” della moda nel mondo, l’Italia era ricca di ingegno e creatività. Sorgevano le famose “botteghe artigiane” dove estro, creatività, gusto, ingegno e sudore diventavano un mix incredibile. Abbiamo incontrato Mario Napolitano nel suo laboratorio con l’aspirante giornalista Aura Benigni per farci raccontare la storia della “sartoria artigiana”. Lo troviamo nel laboratorio, con la moglie, tra vestiti, modelli, capi appena abbozzati, artistiche cuciture a mano. La mente si perde nel bello e nel gusto di persone che hanno fatto grande l’Italia. Una risorsa da utilizzare per il rilancio di un paese decadente.
Oggi vogliamo capire cosa vuol dire diventare maestro nel mondo della moda artigianale. Il signor Mario Napolitano è richiesto in tutto il mondo: Cina, Giappone, Russia, Australia, Corea, Finlandia, Regno Unito, per carpire i segreti della sartoria artistica artigianale italiana e per educare all’artigianato i propri giovani, per creare ricchezza nei propri paesi, per importare le idee del made in Italy. Perché la politica italiana non vede cosa accade negli altri paesi?
Con il maestro Napolitano abbiamo deciso di creare una trasmissione sull’artigianato e la moda, Aura ha chiesto il perché di tale trasmissione: “Per far conoscere un pezzo di storia di questo paese. Io ho iniziato negli anni ’50 con un fratello di mio padre, nel ’60 arrivo a Roma e nel ’63 apro il mio primo laboratorio artigiano. Vorrei dire che la sartoria italiana ha dato sarti in tutto il mondo e uno scrittore inglese disse che il top della moda erano dati dal tessuto inglese e un sarto italiano. Negli anni ’70 con l’avvento degli stilisti la sartoria italiana si è affermata in tutto il mondo. Purtroppo non c’è stato il cambio generazionale e oggi in Italia non ci sono giovani sarti. Tale crisi non riguarda l’Italia ma tutta l’Europa. Infatti quando sono stato presidente della federazione mondiale dei maestri sarti, da tutta Europa ricevevo richieste di giovani sarti. Sarti Francesi, sarti americani chiedevano giovani lavoranti. Spesso dovevo rispondere di no. Quindi mai come oggi il mondo della sartoria italiana si sta impegnando nel promuovere l’attività presso i giovani. Ai miei tempi l’apprendistato durava tantissimo. Oggi invece con le nuove tecnologie bastano tre anni per avere un sarto bravissimo”.
Aura gli chiede: “Cosa ha rappresentato per l’Italia la sartoria artigiana?” Continuando a lavorare immerso nei ricordi e nel lavoro il signor Napolitano si racconta: “Ha rappresentato molto per l’Italia, un modello, un marchio, uno stile. Infatti oggi proprio grazie al passato glorioso tutti vogliono venire in Italia per apprendere questo lavoro artigiano così famoso nel mondo. Da ricordare che molti attori, attrici, principi, capi di stato, personalità carismatiche, hanno indossato abiti italiani. Dalla Cina, dall’America, dal Giappone arrivano continue richieste per venire in Italia ad apprendere tale professione. Noi però vorremmo assumere ragazzi italiani”.
Aura: “La sartoria artigiana può creare posti di lavoro?”.
Napolitano: “Sicuramente sì. Infatti come dicevo prima c’è carenza di giovani generazioni, vorremmo creare una scuola che permetta alle giovani leve in tre anni di acquisire capacità per esercitare ad alti livelli tale professione. Il mondo intero ci chiede sarti italiani”.
La chiacchierata continua nel laboratorio del maestro, il quale ci illustra con passione, professionalità, creatività, fantasia, alcune fasi della lavorazione per creare un vestito. Ci parla con i ricordi, le immagini del passato, di come l’Italia grazie al made in Italy è stata amata da tutto il mondo, di come dopo la parola Coca Cola, è il made in Italy la frase più conosciuta e pronunciata nel mondo. Vedendolo lavorare mi rendo conto di come spesso gli abiti italiani indossati trasmettono qualcosa che si chiama “amore per il proprio lavoro”.                                                                                                                                                                                                                                      Banner_Elezioni_2013

L’intervista al signor Mario Napolitano la potrete trovare su:
www.italialivetube.it 

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